02/02/2012
GRECI E SUMERI: PER LORO UN UNICA COSMOGONIA
«[…] uguale fu l’origine degli uomini e degli dèi»1.
Sin da qui si nota un collegamento con le tradizioni orientali, della Mezzaluna fertile, dove si sviluppò l’ebraismo (influenzato da politeismo mesopotamico, zoroastrismo e atonismo), il culto del cosiddetto “popolo del Libro”, la Tanakh, o “Bibbia ebraica”, che si apre proprio con la Genesi, ove Elohim, Dio2, rivela ad Adamo (Adam) ed Eva (Khâwâkh): «Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi [di noi elohim, “dèi”3]»4. L’uomo dell’Eden, l’uomo dell’età dell’oro, è pertanto della stessa natura degli dèi (elohim), così come nelle Opere e giorni.
Gli dèi di cui parla Esiodo, «hanno le loro case sul monte Olimpo»5, così come i dingir (“dèi”) sumerici, fra cui i celebri Ilu-Kurgal (“il signore della grande montagna”) e Nîn-gur-sag (“signora dei monti”)6.
Esiodo continua: «Era al tempo di Crono, quand’egli regnava nel cielo: [gli uomini dell’età dell’oro] vivevano come dèi, con l’animo privo d’affanni, senza fatiche e miseria; non sopraggiungeva per loro la triste vecchiaia […], godevano nei banchetti, fuori da tutti i mali; […] avevano tutto il benessere; i ricchi campi da sé facevano crescere un raccolto abbondante»7.
Così in Genesi, dove l’uomo è costretto a «lavorar la terra»8 solo dopo la “caduta”, la cacciata dall’Eden, il Paradiso terrestre9. Nacque quindi l’agricoltura, seguita dall’allevamento, secondo la Bibbia10. Anche la longevità degli uomini dell’età dell’oro delle Opere e giorni trova corrispondenza nella Genesi11 e nella tradizione della Sumeria12 (Shinar). Anche il riferimento temporale al regno celeste di Crono (il “tempo”) è significativo, se si considera che al tempo dell’Edin (età dell’oro) mesopotamico regnava sul trono del cielo (an) Anum13, dio del tempo e dell’anno, appunto14. Anum era figlio del dio del cielo An-shar (come Crono, figlio di Urano) e padre di Enlil (Ilu-Kurgal), signore del monte degli dèi (al pari di Crono, padre di Zeus, signore dell’Olimpo).
«Ma quando la terra ebbe avvolto questa generazione, divennero, secondo il disegno del grandissimo Zeus [teonimo derivante, al pari del latino Iuppiter, del babilonese Zu e dell’indico Dyaus Pita, dall’indoeuropeo Dju Piter], demoni buoni, terreni, custodi degli uomini»15.
Di essere né divini, né umani si tratta anche nella tradizione giudaica16, in relazione ai cosiddetti nephilim della Genesi, sovente tradotto come “giganti” (che in ebraico sarebbe invece rephaim, come in 1 Re) o, più letteralmente come “custodi”, “guardiani”17, corrispondenti ai sumerici Abgal (Apkallu)18.
Oltre ai “demoni-custodi”, altri personaggi mitologici accomunano l’opera d’Esiodo e la tradizione orientale: gli eroi, di «stirpe divina»19, che «sotto Tebe dalle sette porte combatterono per le greggi di Edipo [di cui già si è ipotizzata un’origine egizia da parte dello psicanalista Immanuel Velikovsky20]»21 o che «andarono per mare, oltre il. Grande abisso marino, a Troia, per causa di Elena dai bei capelli»22. A Shinar (Shumer) vi erano i sette eroi, di stirpe divina, di cui il primo fu Adâpa (Adâma)23. A differenza degli eroi greci, tuttavia, le vicende mitiche che li vedono come protagonisti, sono di ambientazione antidiluviana24.
Andrea Di Lenardo
1 Esiodo, Opere e giorni, verso 108.
2 Letteralmente però il fenicio elohim significa “dèi”, a indicare le origini politeistiche su cui si basano i miti della Bibbia, reinterpretati successivamente dal punto di vista teologico in chiave monoteistica.
3 Z. Sitchin, Genesi Rivisitata.
4 Gn 3: 22.
5 Esiodo, Opere e giorni, verso 110.
6 M. Lurker, Dizionario di Angeli, Demoni e Dèi.
7 Esiodo, Opere e giorni, versi 111-118.
8 Gn 3: 23.
9 “Paradiso” deriva dal termine “giardino” nell’antico idioma persiano, mentre eden è il fenicio per “giardino”, “oasi”, corrispondente all’accadico edin, una terra fertile ove ogni frutto cresce per generazione spontanea.
10 Gn 4: 2.
11 Gn 5: 5.
12 Epopea di Gilgameš; J.B. Pritchard, Elenco dei re sumerici.
13 Enûna Eliš.
14 L. Gardner, Le Misteriose Origini dei Re del Graal.
15 Esiodo, Opere e giorni, versi 121-123.
16 Libro di Enoch, 1.
17 Z. Sicthin, Genesi Rivisitata.
18 M. Lurker, Dizionario di Angeli, Demoni e Dèi.
19 Esiodo, Opere e giorni, verso 159.
20 J.D. Kenyon (a cura di), La Storia Proibita.
21 Esiodo, Opere e giorni, versi 162-163.
22 Esiodo, Opere e giorni, versi 164-165.
23 M. Lurker, Dizionario di Angeli, Demoni e Dèi.
24 M. Lurker, Dizionario di Angeli, Demoni e Dèi; Enûna Eliš.
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23/08/2011
HYKSOS - ULTERIORE PROVA DELLE LORO RADICI BABILONESI
È del 2 novembre 2009 la notizia (Australian Times) secondo cui «Archeologi austriaci hanno trovato un sigillo babilonese in Egitto, reperto che conferma i contatti fra i Babilonesi e gli Hyksos [Ebrei; si veda tutta la categoria Hyksos1] durante il II millennio a.C. Irene Forstner-Müller, capo dell'ufficio dell'Istituto Archeologico Austriaco (ÖAI) al Cairo, ha riferito che il ritrovamento è stato effettuato presso il sito dell'antica città di Avaris [del biblico Abramo], vicino a quello che oggi è la città di Tell el-Dab'a, nel delta orientale del Nilo. Gli Hyksos conquistarono l'Egitto e vi regnarono dal 1640 al 1530 a.C. L'archeologa ha detto che una tavoletta in alfabeto cuneiforme, recentemente scoperta, ha portato gli archeologi a sospettare che là vi siano stati contatti fra Babilonesi e Hyksos. Manfred Bietak aveva cominciato la ricerca archeologica sul periodo della dominazione Hyksos, presso le rovine di un palazzo hyksos ad Avaris, nel 1966. La Forstner-Müller vorrebbe aprire un museo presso il sito di Avaris, che il governo egizio e gli sponsor vorrebbero finanziare, per rendere il sigillo e altri oggetti accessibili ai turisti. Ha anche aggiuntoche quello di Avaris rimarrà in Egitto il progetto principale dell'ÖAI, ma che l'istituto sta lavorando in un sito presso Philae/Aswan, insieme all'Accademia Austriaca delle Scienze, e in un altro vicino Luxor/Asasif con l'Università Humboldt di Berlino»2.
A riprova dell'eredità hyksos che accompagnò la fertile valle del Nilo anche durante il Nuovo Regno (si veda Hyksos – I geni hyksos nell'Egitto tuthmoside e ramesside3, categoria Hyksos) si osservi come durante la XVIII dinastia la lingua “internazionale” era l'accadico (l'idioma di Babilonia), esattamente come successivamente avverrà per il greco antico, il latino, il francese e l'inglese.
1A. Di Lenardo, Hyksos.
2Si veda «Fenix», Anno II, Nà 14, Roma, X Publishing, 2009, p. 11.
3A. Di Lenardo, Hyksos – I geni hyksos nell'Egitto tuthmoside e ramesside.
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HYKSOS - ULTERIORE PROVA DELLE LORO RADICI BABILONESI
È del 2 novembre 2009 la notizia (Australian Times) secondo cui «Archeologi austriaci hanno trovato un sigillo babilonese in Egitto, reperto che conferma i contatti fra i Babilonesi e gli Hyksos [Ebrei; si veda tutta la categoria Hyksos1] durante il II millennio a.C. Irene Forstner-Müller, capo dell'ufficio dell'Istituto Archeologico Austriaco (ÖAI) al Cairo, ha riferito che il ritrovamento è stato effettuato presso il sito dell'antica città di Avaris [del biblico Abramo], vicino a quello che oggi è la città di Tell el-Dab'a, nel delta orientale del Nilo. Gli Hyksos conquistarono l'Egitto e vi regnarono dal 1640 al 1530 a.C. L'archeologa ha detto che una tavoletta in alfabeto cuneiforme, recentemente scoperta, ha portato gli archeologi a sospettare che là vi siano stati contatti fra Babilonesi e Hyksos. Manfred Bietak aveva cominciato la ricerca archeologica sul periodo della dominazione Hyksos, presso le rovine di un palazzo hyksos ad Avaris, nel 1966. La Forstner-Müller vorrebbe aprire un museo presso il sito di Avaris, che il governo egizio e gli sponsor vorrebbero finanziare, per rendere il sigillo e altri oggetti accessibili ai turisti. Ha anche aggiuntoche quello di Avaris rimarrà in Egitto il progetto principale dell'ÖAI, ma che l'istituto sta lavorando in un sito presso Philae/Aswan, insieme all'Accademia Austriaca delle Scienze, e in un altro vicino Luxor/Asasif con l'Università Humboldt di Berlino»2.
A riprova dell'eredità hyksos che accompagnò la fertile valle del Nilo anche durante il Nuovo Regno (si veda Hyksos – I geni hyksos nell'Egitto tuthmoside e ramesside3, categoria Hyksos) si osservi come durante la XVIII dinastia la lingua “internazionale” era l'accadico (l'idioma di Babilonia), esattamente come successivamente avverrà per il greco antico, il latino, il francese e l'inglese.
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26/07/2011
GLI ARIANI IN CINA
Parlo diffusamente nel blog degli spostamenti e delle migrazioni dei popoli antichi nel mondo. Sebbene l'archeologia e la Storia dimostrino proprio il contrario, è opinione diffusa, sostenuta dalla Chiesa del Dogma pseudo-storico (il cui Sommo Pontefice al momento pare essere quell'arrogante cowboy chiamato Zahi Hawass). Flavio Giuseppe, nella sua opera Antichità giudaiche, indica la presenza di Semiti in Cina e India, dove oggi sappiamo che giunsero anche gli Ariani (Indoeuropei, come i Persiani e gli Ittiti), come spiega il seguente articolo: «Gli archeologi cinesi hanno recentemente “riscoperto” le tombe di Xiaohe (tombe del Fiume Piccolo) a Lop Nur [Nur è una variante del nome di Noah/Noè], un deserto a nord-ovest della Cina, nella Regione Autonoma dello Xinjiang Uygur. La prima relazione della scoperta risale a 66 anni fa: venne svolta nel 1934 ad opera di Folke Bergman, un archeologo svedese. Gli archeologi cinesi hanno trovato circa 100 pioli di legno, simboli delle Tombe Xiaohe.
Questa gente seppelliva il morto in una duna di sabbia. Le tombe erano considerate come illuogo più misterioso di Loulan, un regno antico individuato in quell'area, e Xinjiang. Nono stante la relazione di Bergman, la zona delle tombe di Xiaohe è rimasta ignota e dimenticata nel deserto Lop Nur dal 1934 fino agli ultimi anni '90, quando gli scienziati cinesi e l'Accademia Cinese di Scienze Sociali (CASS) hanno tradotto il libro scritto da Bergman sull'esplorazione archeologica dell'area in questione. Gli archeologi hanno anche trovato blocchi curvi di legno, ossa umane, mummie smembrate e brandelli di tessuti di lana. Bergman sosteneva che le mummie dissotterrate nell'area risalgono a 4.000 anni fa ed appartengono ad ariani. Yang Lian, un ricercatore del CASS, ha dichiarato che le tombe Xiaohe potrebbero essere le tombe imperiali del regno di Loulan [corsivo mantenuto dall'originale]»1.
Un legame fra i popoli della Fertile Mezzaluna (Ariani, Semiti, Khurriti, Sumeri ed Egizi) e l'Estremo Oriente è la presenza del mito del Diluvio Universale in Egitto, Cananea, Mesopotamia, presso gli Ittiti, Giappone, Cina e Indonesia. In particolare il “Noè” cinese si chiama Nu Wah, sostanzialmente analogo all'ebraico Nuah (Noè). Si veda la pagina Il Diluvio Universale nella tradizione globale2 (categoria Mitologia), nel mio blog.
Inoltre esistono leggende secondo le quali Gesù e Tommaso si sarebbero recati in India e Gesù (da solo) in Giappone. Si veda la pagina Tutte le nazioni visitate da Gesù3 (categoria Le radici pagane del Cristianesimo). Solo solo leggende, ma indicano come vi fossero effettivamente dei legami fra la Fertile Mezzaluna e l'Estremo Oriente.
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20/07/2011
IL PRIMO FARAONE D'EGITTO MORI' IN IRLANDA
Ho già messo altre volte in risalto il fatto che, contrariamente a quanto si pensa generalmente i grandi viaggi via mare (o oceano) iniziarono molto prima di Cristoforo Colon (chiamato “Colombo” dal simbolismo esoterico della colomba, Venus Columba). Come spiega lo storico britannico sir Laurence Gardner in un suo libro1, i Sinclair di Scozia giunsero in America, come prima di loro i cosiddetti Vichinghi (“re della guerra”) e gli Egizi, come dimostro nella pagina Gli antichi Egizi giunsero in America2, nella categoria Hyksos del mio blog. In Nord America sono state inoltre rinvenute tracce di civiltà indiche.
Ancor più semplici erano i viaggi fra Fertile mezzaluna e isole britanniche. I reali sciti, discendenti dai sovrani di Tepe Gawra di Sumeria, unendosi in matrimoni dinastici con la figlia della regina Hatshepsu-t d'Egitto raggiunsero l'Iberia (oggi Spagna) e poi l'Irlanda, dove si stabilirono, dando origine alla stirpe dei re dell'Isola di Smeraldo e poi di Albany/Caledonia (oggi Scozia). Tratto tutti questi temi nella pagina Hyksos – Scot(i)a e Hatshepsu-t3, nella categoria Hyksos.
Ma gli Egizi raggiunsero l'Irlanda molto prima del XV sec. a.C. (periodo di Hathsepsu-t), dal momento che addirittura il primo faraone dell'Egitto unito morì nella fertile isola verde4.
Il primo faraone d'Egitto fu Manes, Menes, Manash, Manshu o Minash (da cui deriva il nome semitico di Manasse e quello cretese di Minosse, come spiega il linguista L.A. Waddell), che «Intorno al 3000 a.C., [...] unificò i due regni, assunse il titolo di re dell'Alto [meridionale] e del Basso [settentrionale] Egitto che sarà portato da tutti i successori, e stabilì la capitale a Menfi, “la bilancia delle Due Terre”, costruita nel punto in cui la valle e il delta si congiungono [grassetto conservato dall'originale]»5.
Menes, o meglio Horo-Aha Men, capostipite della I dinastia regnò dal 3050 al 2988 a.C., per 62 anni. Morì ucciso dal una “bestia kheb”, ossia da una “vespa” o “calabrone”6.
La morte di Menes viene narrata in alcuni resoconti rinvenuti ad Abydos, presso il suo memoriale, che recitano: «Il Re Manash [Menes], il Faraone di Mushsir [Egitto], la Terra delle Due Corone, il defunto in Occidente, Aha Manash delle Acque orientali e di quelle settentrionali e delle loro terre o oceani [...], il Comandante Capo delle Navi»7.
Già l'elenco di alcuni dei titoli faraonici di Menes lo pone in relazione con l'Occidente e il Nord (cfr. l'Irlanda) e lo ricorda come Comadante Capo delle Navi.
Infine le iscrizioni narrano in modo dettagliato il luogo e le dinamiche della sua morte: «Il Comandante Capo delle Navi [Menes] completò il corso fino alla fine della Terra del Tramonto, spostandosi in nave. Completò l'ispezione delle Terre occidentali. [Ivi] mise su un possedimento nella Terra d'Irlanda. Presso il Lago della Vetta, il fato lo punse sotto forma di kheb [calabrone/vespa] [...]»8.
L'espressione usata per “Terra d'Irlanda” è “Terra di Urani”, antico nome per l'Isola di Smeraldo, chiamata anche Erin9.
Iscrizioni analoghe a quelle presenti ad Abydos sono state inoltre rinvenute in Irlanda, vicino a Clogher, sul confine meridionale della Contea di Tyrone, presso il cimitero di Knock-Many, luogo che si ritiene significhi “Collina del Molti”10, ma che potrebbe anche significare “Collina di Menes”.
Menes era figlio di Sha-Gana/Sha-Gunu11 e la sua discendenza prosegue con Djer/Atoti (che regnò dal 2988 al 2931), padre di Djet/Uadji/Kenkenes, padre di Den/Udimu/Semti, padre di Narmer, padre di Adjeb/Marpeba/Miebis, padre di Semerkhet/Nekht/Sememphses, padre di Ka/Hedjet/Ka-sen/Bieneches – tutti faraoni della I dinastia12. L'ultimo sovrano citato ebbe una figlia che sposò Hotepsekhemwy/Hotepsekheumi, fondatore della II dinastia13, la cui genealogia continua sino ad Amenemhet II e ai suoi discendenti, e si collega alla linea di sangue regale hyksos di Abramo, come spiego nella categoria Hyksos e in particolare nelle Appendici genealogiche Hyksos.
4Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, pp. 60-70.
6Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 64.
7Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 63.
8Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 64.
9Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 67.
10Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 68.
11Si veda L.A. Waddell, Egyptian Civilization, Its Sumerian Origin, And Real Chronology and Sumerian Origin Of Egyptian Hieroglyphs, Hidden Mysteries, p. 63.
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25/06/2011
HYKSOS 30 - SITOGRAFIA
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http://breviarioateo.blogspot.com/2009/10/parte-iii-il-mito-di-gesu-capitolo-1.html.
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http://www.conoscenzaeliberta.myblog.it/ (blog di Andrea Di Lenardo)
-
Sito web “Im Nin’alu”, Storia.
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HYKSOS 29 - BIBLIOGRAFIA
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HYKSOS 28 - APPENDICE V - GENEALOGIA DA MARIANNA I A ERODE DI CALCIDE
Mariamne I sposò Erode I il Grande, re di Giudea dal 37 a.C. (m. 4 a.C.), figlio dell’idumeo Antipatro (m. 48 a.C.) e dell’araba Cipro. Antipatro generò anche Fasaele e Giuseppe, nonno di Marianna. Erode I con Mariamne I generò Alessandro (m. 7 a.C.), sposo di Glaphira, e Aristobulo (m. 7 a.C.), sposo di Berenike, il quale generò Aristobulo, sposo di Jotape, re Erode Agrippa I di Giudea (n. 11 a.C.-m. 44 d.C.), sposo di sua cugina Cipro, Erodiade/Erodiada ed Erode di Calcis/Calcide (m. 48 d.C.), reggente di re Erode Agrippa II. Erode di Calcide sposò in prime nozze Marianna, nipote di Giuseppe, fratello di Erode I. Erode di Calcide con Marianna generò Aristobulo, che con Šalome generò Erode. Erode I con l’idumea Doris, sposata in prime nozze, generò Antipatro (m. 4 a.C.). Erode I generò con Kleopadra/Cleopatra di Gerusalemme, sposata in settime nozze, il tetrarca Erode Filippo di Traconitide (m. 34 d.C.), sposo di quella Šalome sposa di Aristobulo figlio di Erode di Calcide. Šalome era figlia di Erode Filippo, figlio di Erode I e di Mariamne/Marianna II, e di quella Erodiade figlia di Aristobulo e di Berenike. Mariamne II era figlia del sommo scerdote egiziaco Šimon(e) Boeto Nak(h)tym(on)/Nicodemo, figlio di Huni ha-Tsaddiq e di Esmeria, e fratello di Eliševa(th)/Elisabetta. Nicodemo con sua sorella Elisabetta generò Giovanni (il) Battista (m. ca. 36 d.C.), come spiegherò in Alessandria, Culla del Cristianesimo. Erode I sposò anche Pallade, in terze nozze, Fedra, in quarte, e Maltake di Samaria (m. 4 a.C.), in seste, e con quest’ultima generò Archelao, etnarca di Giudea fino al 6 d.C., quando fu deposto ed esiliato in Gallia, ed Erode Antipa, tetrarca di Galilea fino al 39 d.C., quando fu deposto ed esiliato in Gallia. Erode (Antipa) il Tetrarca sposò la solita celebre Erodiade, sorella di Erode Agrippa I, il quale con Cipro generò Marianna, il re Erode Agrippa II di Giudea (n. 27 d.C.-m. 99 d.C.), Druso, Drusilla, amante del governatore romano Felix/Felice, e Berenike, che Erode di Calcide sposò in seconde nozze.
Qui si chiude la dinastia reale dei re della II dinastia di Assiria. Non sono reperibili notizie su altri eventuali discendenti.
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HYKSOS 27 - APPENDICE IV - GENEALOGIA DA ASMONEO A MARIANNA I
Da Jarib, tris-nipote dello tsaduk Hilkia, discese (H)asmon(eo), padre del kohen/sacerdote Šimon(e), padre del kohen Joanna/Giovanni, padre del kohen Mattatia di Mudian, padre del principe e kohen Yehouda/Giuda Maccabeo (m. 161), di Eleazar(o), di Gionatan Maccabeo del principe e kohen Šimon(e) (ca. 143 a.C.). Gionatan Maccabeo generò la moglie del kohen Mattia Aflia, figlio del kohen Šimon(e) Psello della casa di Joarib. Mattia Aflia con sua moglie generò il kohen Mattia, padre del kohen Yoseph/Giuseppe, padre del kohen Mattia, padre di Mattia e dello storico Yoseph/Flavius Josephus/Flavio Giuseppe, comandante in Galilea nel 66 d.C. (37 d.C.-99 d.C.), padre di tre figli maschi, fra cui Mattia e Justus/Giusto. Šimon(e) Maccabeo generò Yehouda/ Giuda, Mattia e il principe e kohen Yehohanan/Giovanni Hyrcanus/Ircano I, padre di Aristobulo I/Giuda, marito di Šalome, di Assalonne, di Antigone, del re e sommo sacerdote Alessandro Gi(ov)anneo (m. ca. 70 a.C.) e del nonno paterno di (H)ezekia di Gam(a)la, padre di Giuda di Gamala, padre di Theudas/Teuda/Yehouda/Giuda (m. 44-45 d.C.) (padre di Ya’äkov ha-Tsaddiq/Giacomo il Giusto, come spiegherò in una mia prossima opera, Alessandria, Culla del Cristianesimo), di Šimon(e) (m. 36-37 d.C.), di Ya’äkov/Giacomo (m. 36-37 d.C.) e di Menakhem (m. 66 d.C.). (H)ezekia generò anche Eucaria, che con suo marito Jair/Giàiro generò Eleazar(o), capo dei sicari di Masada (m. 73-74 d.C.). Alessandro Gianneo con la regina Alessandra Šalome generò Hyrcanus/Ircano II (m. ca. 30 a.C.) e Aristobulo II, padre del re-sacerdote Antigone (m. ca. 37 a.C.) e di Alessandro (m. ca. 49 a.C.), sposo di Alessandra, figlia di Ircano II. Alessandro con Alessandra generò Aristobulo III e Mariamne/Marianna I.
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HYKSOS 26 - APPENDICE III - GENEALOGIA DA MOSE' A HUNI IV
Mosè sposò Sephorà, sorella di sei donne e figlia di Apep II, il cui nonno materno era Mydian/Madian, figlio di Abramo e di Keturà. Mosè con Sephorà generò Geršom, il primogenito, ed Eliezer, il secondogenito. Aronne sposò Eliševa(th)/Elisabetta figlia di Amenhotep I e generò con lei Eleazar, che con la figlia di Nakhason generò Phineas, padre di Abišua, padre di Bukki, padre di Uzzi, padre di Tseraia, padre di Meraioth, padre di Amaria, padre di Ahitub, padre di Tsaduk, padre dello tsaduk sommo sacerdote Ahimaaz, padre di Azaria, padre di Johanan/Giovanni, padre di Azaria, padre di Amaria, padre di Ahitub, padre di Tsaduk, padre di Jeruša (moglie del re Ozia di Giuda) e del padre del nonno paterno di Šallum, padre dello tsaduk Hilkia, padre del profeta Geremia, capitano della guardia del Tempio di Salomone a Gerusalemme, e di Azaria, padre dello scriba Ezdra, padre di Mukab/Malka(th), sposa del re Zorobabèl(e) di Yisrael(e). Azaria generò anche Seraia, padre di Jehetsada (padre di Jarib) e di Je(h)otsadak, padre di Zekhyath e dello tsaduk Yehošua/Giosuè, primo grande sacerdote dopo la restaurazione (m. ca. 483), padre del sommo sacerdote Joakhim/Gioacchino (m. ca. 453) e di sua sorella Tsamita. Gioacchino generò il sommo sacerdote Eliašib (m. ca. 413), padre del sommo sacerdote Gioiada (m. ca. 373), padre del sommo sacerdote Johanan/Giovanni (m. ca. 341), padre del sommo sacerdote Jadduah (m. ca. 321), padre di Manasse e del sommo sacerdote Huni I (m. ca. 300), padre del sommo sacerdote Šiméön I ha-Tsaddiq/Simeone I il Giusto (m. ca. 291), a cui è succeduto come sommo sacerdote il fratello Eleazar(us/o) (m. ca. 276). Šiméön I generò il sommo sacerdote Huny II (m. 217) e sua sorella Yalpath. Huni II generò il sommo sacerdote Šiméön II (m. ca. 195), padre di Yehošua/Giasone, di Menelao(s), di Lisimaco(s) e di Huni III (m. ca. 175), tutti e quattro sommi sacerdoti. Huni III generò il sommo sacerdote Huni IV, con cui si concluse la dinastia.
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