25/03/2012
DISCUTIBILI PREMI NOBEL PER LA PACE
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Jean Henri Dunant (fondatore della Croce Rossa, vicina a gente come Mario Monti), 1901
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Theodore (Teddy) Rosevelt (membro della Massoneria), 1906
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Comitato Internazionale della Croce Rossa (vicina a gente come Mario Monti), 1917, 1944 e 1963
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Thomas Woodrow Wilson, 1919
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Léon Victor Auguste Bourgeois (Presidente del Consiglio della Lega delle Nazioni), 1920
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Karl Hjalmar Branting (delegato svedese del Consiglio della Lega delle Nazioni), 1921
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Lega delle Società della Croce Rossa (vicina a gente come Mario Monti), 1963
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Henry A. Kissinger (ebreo sionista e membro del Gruppo Bilderberg, della Massoneria, della T.C. e del C.F.R.), 1973
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Amnesty Internationa (che condanna WikiLeaks), 1977
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Menachem Begin (ebreo sionista), 1978
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Mohamed Anwar El Sadat, 1978
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Lech Walęsa (Presidente della Polonia), 1983
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Tenzin Gyatso (XIV Dalai Lama e vicino a C.L.), 1989
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Michail Sergeevič Gorbačëv, 1990
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Frederik Willem de Klerk (Presidente del Sud Africa durante l'apartheid), 1993
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Nelson Mandela (vicino ai Rothschild), 1993
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Yasser Arafat (membro della Massoneria), 1994
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Shimon Peres (ebreo sionista), 1994
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Yitzhak Rabin (ebreo sionista), 1994
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James (Jimmy) Carter (sionista e membro della T.C.), 2002
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Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, 2005
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Al Gore (membro della Società del Teschio e delle Ossa), 2007
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Barack Hussein Obama junior (ebreo sionista e membro del Gruppo Bilderberg, della Massoneria e della Società del Teschio e delle Ossa), 2009.
Andrea Di Lenardo
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AFORISMI SULLA FOLLIA
«La follia è a discrezione della maggioranza».
Anonimo
«Non esiste genio senza una dose di follia».
Aristotele
«Chi danzava fu giudicato folle da chi non riusciva a sentire la musica».
Angela Monet
«La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia».
Herman Hesse
«Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri».
Arthur Schopenhauer
«Per riacquistare la giovinezza basta solo ripeterne le follie».
Oscar Wilde
«Il genio è una varietà della pazzia».
Carlo Dossi
«Assurdità e bellezza hanno stretti rapporti l'una con l'altra».
Edward Morgan Forster
«La ragione è la follia del più forte. La ragione del meno forte è follia».
Eugène Ionesco
«Un ramo di pazzia abbellisce l'albero della saggezza».
Alessandro Morandotti
«Chi nel corso della vita non ha mai commesso pazzie è un pazzo».
Alessandro Morandotti
«Chi vive senza follia non è così saggio come crede».
François de La Rochefoucauld
«Essere in disaccordo con tre quarti del pubblico britannico è il primo requisito di sanità mentale».
Oscar Wilde
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21/03/2012
AFORISMI DELLA R.A.F.
«Ricordatevelo, chi ci governa è la generazione di Auschwitz, non c'è possibilità di dialogo!».
Gudrun Ensslin
«Non ce ne frega niente di qualche materasso bruciato. Siamo inorriditi al cospetto dei bambini che bruciano in Vietnam».
Gudrun Ensslin
«È meglio dare fuoco a un grande magazzino che possederne uno».
Ulrike Marie Meinhof
«Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato. Se vengono lanciati mille sassi, diventa un’azione politica. Se si dà fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato. Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un’azione politica. La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene. Resistenza è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più».
Ulrike Marie Meinhoff
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12/03/2012
NO, IO NON CI STO!
Un uomo, trenta-sette anni di età. Polizia in assetto da guerra, ma in un tempo di pace, se così la vogliamo chiamare. Luca Abbà inseguito sale lassù. Ora è in coma.
Basta, sposto lo sguardo. Stavo per scrivere cambio canale, ma nella loro T.V. queste cose non ce le fanno vedere: molto meglio parlare del Concordia o di Sarah Scazzi. O il Grande Fratello.
Ora invece ci sono milioni di barili di petrolio nel Golfo del Messico. Ecocidio. Milioni di animali che vorrebbero gridare il loro dolore al mondo, ma nessuno disposto ad ascoltare. E un Presidente compiacente, della stessa pasta della B.P. Perché questo è il sistema quando controllore e controllato sono la stessa persona, la stessa cricca di persone.
Ma andiamo a Bruxelles con un volo di Stato, tanto è tutto pagato: il Presidente della Repubblica lo sa bene a sentir la T.V. tedesca. Qui non c'è più guerriglia urbana, non più crimini contro il pianeta. Benvenuti al cospetto dei loro mandanti. Abbiate fede, la bancocrazia ci salverà... Volevo dire... si salverà e ci farà affondare in una crisi creata solo e soltanto da loro. Mentre lui questa crisi può solo subirla.
Lui è un operaio, un camionista, un contadino schiavizzato dalle sementi G.M. della Monsanto-Pharmacia. Lui è un lavoratore che ha fatto l'Italia e che ora non arriva a fine mese. Un morto suicidato. Lui è un manifestante investito da una misteriosa camionista. Lui è un anarchico distratto, caduto giù da una finestra.
Ovunque guardi non vedo che orrore, lacrime e sofferenza. Vedo un bambino sgozzato su un altare di uomini. La sua unica colpa? Essere un agnellino. Vedo tonni pescati durante il rito d'accoppiamento. Vittime dei lager del XXI secolo, animali che per tutta la loro vota non hanno visto che le gabbie di quegli allevamenti, animali che non conoscono il profumo dell'erba o il sapore dell'estate. Vedo cani e scimmie a Green Hill, immolati non sull'altare della scienza, ma su quello del dio Denaro.
È forse tempo di volare via, di volare lontano. Ma dove? Nell'antica Africa forse, dove i Cristiani vengono martirizzati dalla follia islamica? In Iraq, dove il nuovo regime filoamericano continua a non riconoscere il Kurdistan? In una Turchia che pretende di essere europea, ma che nega ancora il genocidio degli Armeni? Nella ricca Lombardia, dove cambi rhomvengono arsi per le bugie di una bambina?
Tutto il mondo, un enorme problema. E cosa ci dice il sistema? Chiudi il libro, chiudi gli occhi, chiudi il cuore. Pensa ai tuoi affari, al sesso e alla T.V. E continua a obbedire.
Ma io non ci sto.
Io non ci sto e non credo che il problema dei treni lenti si possa risolvere regalando dai 22 ai 40 miliardi alle masso-mafie e bastonando i Valsusini.
Io non ci sto e non credo che il problema dell'inquinamento e dell'ecocidio si risolva sostenendo organizzazioni pseudoambientaliste e compiacenti come il W.W.F. del cacciatore Filippo di Edimburgo.
Io non ci sto e non credo che la soluzione a una crisi creata dai banchieri sia un banchiere-premier non eletto dal Popolo (non) Sovrano.
Io non ci sto e non credo che la vivisezione e il massacro di animali possa servire a noi o alla scienza.
Io non ci sto e non credo che per combattere il razzismo si debbano detribalizzare i Popoli, abbattere le frontiere in nome di un multiculturalismo che è monoculturalismo e di un'uguaglianza che è solo omologazione di stalinista o maoista memoria.
No, io non ci sto e credo che l'uomo dovrebbe smettere di obbedire e di chinare la testa.
Perché così facendo non ci sarà futuro, non ci sarà lavoro per me e per la mia generazione.
Perché l'articolo 18 della Statuto dei Lavoratori non si cancella.
Perché l'acqua è un bene di tutti.
Perché nessun regime è stato abbattuto senza Resistenza.
Perché la Valle non si arresta.
Perché, per citare l'eroica attivista indiana Arundhati Roy, «i nostri diritti non ci sono stati concessi da nessun governo, glieli abbiamo strappati noi».
Perché sennò il futuro sarà come il passato.
Perché i pochi continueranno a dominare sui molti.
Perché l'unica morale sarà il profitto.
Perché...
E io non ci sto!
Andrea Di Lenardo
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21/02/2012
UN PO' DI AFORISMI SU CHI NON CHINA LA TESTA...
«Il più grande dono che possiamo fare ai nostri figli è la libertà di pensare con la propria testa, anche se, vergogna delle vergogne, noi non condividiamo le loro opinioni; incoraggiarli a sollevare dei dubbi, a documentarsi e a giungere alle proprie conclusioni; rispettare il loro diritto ad essere diversi senza avvertire il bisogno di imporre le nostre opinioni sulla base del fatto che ne sappiamo di più».
David Icke
«Un profeta è disprezzato soprattutto nella sua patria e nella sua famiglia».
Mt 13, 57
«Chi danzava fu giudicato folle da chi non riusciva a sentire la musica».
Angela Monet
«Per essere popolare bisogna essere una mediocrità».
Oscar Wilde
«Quando ti rendi conto di stare dalla parte della maggioranza ti conviene fermarti e riflettere».
Mark Twain
«Non sono d'accordo con quello che dici, ma lotterò fino alla morte per il tuo diritto ad esprimerti».
Voltaire
«Essere in disaccordo con tre quarti del pubblico britannico è il primo requisito di sanità mentale».
Oscar Wilde
«La società perdona spesso al criminale, mai al genio».
Oscar Wilde
«Quando al mondo appare un vero genio lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui».
Jonathan Swift
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19/02/2012
DAVID ICKE SUI GENITORI GUARDIANI
«Vogliamo che i nostri figli vivano in un mondo libero, no? Allora perché non gli permettiamo neanche di vivere in una casa libera? Il condizionamento intergenerazionale che i genitori esercitano sui figli è uno dei settori dove meglio si esplica il compito di controllo da parte dei guardiani. Se un genitore è cristiano, musulmano, sostenitore di questo o di quel partito politico, razzista, sessista, proletario, borghese, aristocratico o cos'altro, quello sarà il condizionamento che imporrà con tutte le sue forze alla sua progenie. Il figlio viene condizionato ad essere un riflesso del padre e la pressione perché ciò avvenga può essere fortissima. Un accanito cristiano o musulmano, o ebreo o indù rifiuta totalmente l'idea di rispettare fin dalla nascita il diritto del figlio a raggiungere le proprie conclusioni senza condizionarlo ad uniformarsi alle opinioni dei genitori. Anzi, la maggior parte delle persone non capisce nemmeno come possa esistere un tale livello di rispetto mentale ed emozionale per l'unicità del proprio figlio e per la sua libertà di pensiero ed espressione. Come ho detto all'inizio di questo libro, ho discusso presso la Oxford Union con l'ex rabbino capo di Gran Bretagna che non riusciva a capire la differenza tra informazione e indottrinamento. «Come posso dare il meglio ai miei figli», diceva più o meno in questi termini, «Se non li guido a credere in ciò che è giusto?». No, rabbino, ciò che tu credi sia giusto. Questo non vuol dire informarli delle tue opinioni; vuol dire indottrinarli con la tua fede, e al contempo sopprimere e screditare tutte le versioni alternative della realtà. Vuol dire esercitare un controllo mentale. I sacerdoti, i rabbini, i vescovi, i papi e tutto il resto della brigata in tonaca sono guardiani professionisti che operano per quelli che controllano la Matrice. Eppure la maggior parte di loro rimane a sua volta affascinata dalla Matrice, e non ne comprende la vera natura. La stessa cosa accade alla stragrande maggioranza dei genitori.
Ma la cosa non si ferma qui. I genitori, condizionati dai loro genitori, che erano stati condizionati dai loro, e così via, spesso decidono ciò che è meglio per i loro figli anche dopo che questi hanno abbandonato il nido. Una volta negli anni Sessanta ho conosciuto un tizio che era ancora tormentato interiormente dal senso di colpa per non aver realizzato ciò che suo padre avrebbe voluto che realizzasse. Io dico, al diavolo il padre! Se egli è un tale dittatore e manipolatore emozionale, merita proprio di essere deluso. Non può che fargli bene. Ma quanti di noi non fanno ciò che veramente vorrebbero fare nella vita per paura di quello che i nostri genitori potrebbero dire o perché non vogliono deluderli? Al diavolo! O loro rispettano il nostro diritto ad essere ciò che siamo o possono andarsene per la loro strada. La scelta è loro. Questo è fondamentale per liberarsi dalla rete di paura e di senso di colpa e dal bisogno di approvazione che domina così tanti rapporti genitori-figli e continua anche dopo che il figlio è diventato adulto. [...]. L'ossessione che non ci permette di fare nulla che possa turbare i nostri genitori o le persone che ci circondano rientra nella mentalità della Matrice, ed è un elemento basilare della prigione entro cui siamo bloccati»1.
«Il più grande dono che possiamo fare ai nostri figli è la libertà di pensare con la propria testa, anche se, vergogna delle vergogne, noi non condividiamo le loro opinioni; incoraggiarli a sollevare dei dubbi, a documentarsi e a giungere alle proprie conclusioni; rispettare il loro diritto ad essere diversi senza avvertire il bisogno di imporre le nostre opinioni sulla base del fatto che ne sappiamo di più. Naturalmente dobbiamo far loro notare se il loro comportamento danneggia gli altri, ma non è questo che intendo qui. Fin troppi genitori sono più preoccupati di ciò che i vicini, gli amici e gli insegnanti penseranno dei loro figli, che di ciò che i loro figli penseranno di loro stessi e del mondo. Dobbiamo far sì che i nostri figli siano liberi di pensare ciò che ufficialmente non è pensabile e mettere in dubbio in ogni momento ciò che ufficialmente non può essere messo in dubbio. Se non possiamo liberare i nostri figli, non faremo neanche un passo lungo la strada verso la libertà globale»2.
«Quando un partner, un genitore, un bambino, chiunque, ci fornisce un'esperienza che a noi non piace e che non risponde all'idea convenzionale che abbiamo di qualcuno che ci ama, ecco che finiamo imprigionati alla grande nella Matrice. Come facciamo a crescere e ad evolvere? Attraverso l'esperienza. Tutte le esperienze, quelle belle e quelle brutte, quelle piacevoli e quelle spiacevoli. Anzi, sono le sfide, e non le scorciatoie, che ci fanno crescere più profondamente. Chi è allora che ci ama di più su un livello più elevato, lassù dove più conta? Quelli che ci donano le sfide attraverso cui cresciamo ed evolviamo, o quelli che soddisfano le nostre aspettative di relazione ideale, si prendono cura di noi, e ci proteggono dalle responsabilità e dalle sfide? Mhmm! Che mondo alla rovescia, vero? Niente è ciò che sembra»3.
David Icke
1D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, pp. 550, 551.
2D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, p. 553.
3D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, p. 558.
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12/02/2012
DAVID ICKE, "INSEGNANTI GUARDIANI"
«È cruciale per l'ordine del giorno degli Illuminati che i guardiani assolvano al loro compito senza dubitare minimamente di ciò che stanno facendo. Non vi è esempio più evidente di questo che alcune categorie “professionali” come quella degli insegnanti, dei giornalisti, dei medici, degli psichiatri, dei politici, degli scienziati, dei bancari e così via. Esistono delle eccezioni, naturalmente, delle persone capaci e spesso coraggiose che sono al corrente di tutto e cercano di fare quello che possono all'interno della prigione imposta dal sistema. Ciò di cui voglio parlare qui, comunque, è la regola generale all'interno della quale devono operare quelle eccezioni. La creazione di un sistema scolastico è stata salutata come un grande passo in avanti nello sviluppo della società umana. Ma, come nel caso di Internet, si tratta di una spada a doppio taglio e l'indottrinamento capillare è più pericoloso di una diffusione capillare della cultura. Sì, “istruzione” significa che i bambini possano imparare a leggere, a scrivere e, fino a un certo punto, a far di conto. Questa è una cosa fondamentalmente buona. Ma il sistema scolastico è il sogno di un manipolatore. Se il vostro desiderio fosse stato quello di sfornare adulti che pensassero come volevate voi e considerassero il mondo in un mondo che si confacesse ai vostri piani, quale poteva essere per voi la situazione ideale? Era quella di prenderli da piccoli, a tre o quattro anni di età, e controllare ciò che veniva loro insegnato per almeno cinque giorni alla settimana per l'intero periodo della loro infanzia e spesso fino a vent'anni. Non potevate augurarvi una struttura migliore di indottrinamento di quella. Ed è questo infatti che è stato creato. Come disse Albert Einstein: «L'unica cosa che disturba il mio apprendimento è la scuola». La nostra non è istruzione. È indottrinamento in un sistema di valori – i valori della Matrice. Gli insegnanti sono i guardiani della mente in via di sviluppo, sono loro che dicono ai bambini che cos'è la realtà, cos'è la storia, cosa è vero e cosa è falso. E questi insegnanti, per lo più, non anno idea di quello che fanno.
Pensate a come viene formato un insegnante. Per prima cosa deve superare molto bene gli esami nel corso della sua carriera scolastica ed universitaria. In parole povere deve essere come una spugna che assorbe la versione della verità e della realtà proposta dal sistema, e deve essere in grado di esporla accuratamente sulla pagina. Poi frequenta la scuola superiore di formazione degli insegnanti dove impara come indottrinare i suoi alunni con le stesse “verità” e “realtà” che sono state programmate nella sua mente. Guarda caso, bisogna essere buone spugne a scuola e all'università anche per diventare medici, scienziati, giornalisti e, molto spesso, politici. Che supera brillantemente gli esami del sistema conferma semplicemente il proprio livello di indottrinamento e per la maggior parte delle persone quella prigione mentale rimane intatta per tutta la vita. I bambini e i giovani che fanno le proprie indagini, pensano con la propria testa, si pongono dei dubbi e offrono una realtà diversa alla “norma” dell'indottrinamento, non superano gli esami e vengono definiti “un'influenza distruttiva all'interno della classe”. Oh, intendete dire che fanno domande scomode? Giusto, indovinato! Molte delle cose che vengono dette ai giovani sulla politica, la storia, le banche, le industrie, la scienza e tutto il resto, sono fandonie dimostrabili. Ma è quanto gli Illuminati vogliono farvi credere ed è questo che importa. Gli insegnanti operano sulla base di quello che chiamano curriculum, una parola che, secondo il dizionario di traduzione terminologica di Icke, significa: «La versione della realtà che vogliono far credere alle masse». Quest'ultima viene descritta dal vertice della piramide dell'“istruzione” e viene poi dettata a chi sta sotto. O gli insegnanti si adeguano al curriculum, o la loro carriera viene messa in serio pericolo. È così che tutte queste categorie professionali vengono messe in riga e chi si ribella viene espulso. Gli insegnanti insegnano necessariamente quello che gli viene detto di insegnare; i giornalisti scrivono rispettando i limiti imposti dal direttore del giornale; il direttore realizza il giornale nei limiti imposti dall'editore; gli scienziati danno una versione della realtà e della possibilità che non supera i limiti della “scienza” ufficiale. I medici curano i pazienti avvalendosi rigorosamente di farmaci o bisturi, come imposto dall'establishment medico. Così succede in ogni settore. I pochi al vertice comandano e gli altri eseguono. Su questo stesso principio si basa il rapporto insegnante-alunno man mano che scendiamo nei livelli inferiori della piramide. I bambini scoprono molto precocemente che la vita è molto più semplice se non si mette in discussione ciò che ci viene detto ma ci si limita a prenderlo per buono.
Sapevo istintivamente sin dall'infanzia che le scuole erano posti dove venivano preparati e prodotti i cloni di domani. Fui, quindi, fin dall'inizio un ribelle. Non ho mai superato un esame importante a scuola (e non l'ho neanche mai sostenuto), non sono mai andato al college o all'università, e mi sono fatto una cultura da solo e con i miei tempi. Gli insegnanti sono guardiani importantissimi per gli Illuminati, se non altro perché, come ha avuto modo di constatare, la stragrande maggioranza di essi è incredibilmente disinformata sul mondo circostante. La maggior parte di loro sa solo ciò che è condizionata a credere. Insegnanti, giornalisti, scienziati, medici e politici ben informati sono l'ultima cosa che la Matrice vuole. Informarsi su ciò che accade intorno a noi non è una buona mossa per fare carriera. Questi insegnanti che sono informati e capiscono che il sistema è una macchina di indottrinamento, vi diranno quali sono le conseguenze a cui andrete incontro se cercate di sfidarlo. Il sistema scolastico è un nastro trasportatore ben oliato che a un'estremità risucchia menti vergini e, all'altra, sforna adulti programmati. Alcuni sopravvivono con le facoltà mentali ancora intatte, ma sono pochissimi. Per gli altri l'unica speranza è passare la loro vita di adulti a deprogrammarsi dall'indottrinamento che li ha “formati”. Negli USA, ma anche in altre parti del mondo, i genitori che hanno già iniziato a casa l'opera di indottrinamento dei figli, fanno un secondo o terzo lavoro, risparmiano e fanno sacrifici per assicurare ai loro figli un buon indottrinamento al college e all'università. E la cosa va avanti mentre tutti fanno la loro parte nell'indottrinare gli altri nel tenerli prigionieri. Vi riescono con tanto successo da credere sinceramente di fare il meglio per i propri figli»1.
David Icke
1D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, pp. 558-560.
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02/02/2012
PERCHÉ FILOSOFARE?
«La filosofia apre la mente a nuove domande, la religione la chiude con vecchie risposte».
Andrea Di Lenardo
«La filosofia nasce dalla meraviglia, né altra origine ha il filosofare di questo essere pieni di meraviglia».
Aristocle
(detto Platone)
(Teeteto, Frammento 155)
Così si esprime Platone, uno dei padri della filosofia greca. La filosofia non può che nascere dalla meraviglia di trovarsi dinanzi alla realtà, davanti a ogni singolo suo elemento. Tuttavia questa meraviglia, forse lontana dai cuori dei nostri giorni, è l'intenso desiderio proprio solamente dell'uomo che non ha ancora perso il gusto di vivere, il che mi riporta alla mente le parole di Theilhard de Chardin, secondo cui «Il più grande disastro che l'umanità di oggi deve temere non è una catastrofe, né una carestia e nemmeno una malattia, ma la perdita del gusto di vivere».
Chi ama la vita non può che porsi delle domande, interrogativi esistenziali e primigeni, mossi dalla meraviglia di cui scrive Platone. Ma l'indifferenza di fronte a tali questioni evidenziata da parte di molti uomini e donne del XXI secolo è, a mio avviso, indice di un disinteresse totale nei confronti – in primis – della propria vita. Ciò porta inevitabilmente a condurre l'esistenza dello spettatore, con devastanti conseguenze per il bene collettivo e sociale, dal momento che l'indifferenza giova sempre l'inalterato mantenimento dello status quo e mai il miglioramento o l'evoluzione interiore, sollecitata unicamente dagli interrogativi che hanno mosso gli animi degli uomini sin tal tempo di Talete di Mileto.
Un altro punto fondamentale che deve essere inquadrato prima di addentrarsi nello studio della filosofia o, ancor più, nel filosofare, è la comprensione della rilevanza della razionalità.
Sin dall'epoca dei filosofi della φυσις (physis), i cosiddetti fisiologi o semplicemente fisici, si era delineato un concetto di αρχή (arché), per cui questa era vista allo stesso tempo come come origine (fonte) e moto (guida) di tutto, concetto questo già espresso dagli antichi Egizi. Infatti il popolo della fertile valle di Hapys, il Nilo, credeva che Heru (Horus) fosse tanto fonte di vita quanto via dell'universo, moto del mondo, nel senso di ordine (maat) di tutto. Dovremmo forse affermare dunque che gli osiriaci, adoratori di Horus, fossero dei proto-filosofi? Non erano forse spinti nel loro parlare da meraviglia? Non avevano compreso il concetto di αρχή?
La differenza fra il μίθος (míthos, in questo caso degli Egizi) e il metodo filosofico trova concretezza proprio nel ragionamento razionale che, a differenza del μίθος, conduce al λόγος (lógos), la verità e fulcro del pensiero di Eraclíto. Quella verità, quella conoscenza che, come recita il titolo di questo blog “è libertà”, donata libertà e a essa conduce.
Ecco dunque perché filosofare! La filosofia assume significato quando ci rendiamo conto che è indice del nostro interesse, interesse per tutto, ossia, in ultima analisi, del nostro gusto di vivere.
Andrea Di Lenardo
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MOLIÈRE, "L'AVARO" - UNA RIFLESSIONE
Scheda libro
Autore: Jean-Baptiste Poquelin (in arte Molière)
Titolo: L'avaro
Città: Parigi (Milano)
Casa editrice: (Bruno Mondadori)
Anno: 1668 (2000).
Recenzione
Nella Parigi dell'età di Luigi XIV, l'avaro per eccellenza del proprio tempo, Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, attore di talento, ma non eccezionale – ricordato infatti più come commediografo – ambiente una delle sue opere più celebri, L'avaro, capolavoro che – si potrebbe osservare – si situa fra l'Aulularia di Plauto e La roba di Verga nel suo rapporto fra la comicità della figura-incarnazione dell'avarizia e le pesanti storture, l'orrore che una simile figura suscitava in un pubblico vasto e popolare. Una figura, quella di Arpagone, che antepone il suo segreto tesoro personale e la sede di ulteriori ricchezze al naturale amore paterno nei confronti dei figli, Cleante ed Elisa.
Costoro, innamorati rispettivamente di un servo (Valerio) e di una giovane (Mariana), si sentono proibire un matrimonio con il vero oggetto del loro amore dal padre, il quale progetta invece di legare la propria famiglia a quella di due anziani benestanti.
Arpagone, innamorato al pari del figlio della bella Mariana, si vede costretto con l'inganno a rinunciarvi, pur di poter ritrovare la cassetta contenente il denaro del vecchio Arpagone, cassetta rubata da un servo, circa il quale poi si dirà.
Il particolare che rende l'opera meno comica, rispetto al teatro latino, fonte d'ispirazione per Molière anche per il suo Anfitrione, è l'enorme carica di orrore (ma forse anche di verità) insita nell'uomo Arpagone, nell'avaro Arpagone, che, a differenza di Euclione, l'avaro plautino, nemmeno alla fine si “redime”, per così dire, non mostrando nemmeno un po' di bonarietà, come è invece nel suo corrispondente classico.
Proprio da questa fonte importantissima per Molière però vengono attinti numerosi dettagli, come la figura della figlia e l'ottusità del ricco, in contrasto con la scaltrezza del servo, che, in entrambe le commedie, è anche autore del furto del tesoro e vittima degli improperi dell'avaro.
Un avaro che, a Parigi più che nell'antica Roma, suscitava ammirazione per il coraggio dell'autore di indagare nei più reconditi meandri dell'animo umano, di quell'animo che fa orrore, tanto umano quanto disumano.
Andrea Di Lenardo
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19/12/2011
AFORISMI DI KARL MARX
«La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli».
«Le circostanze fanno l'uomo non meno di quanto l'uomo faccia le circostanze».
«L'ideologia dominante è sempre stata l'ideologia della classe dominante».
«La storia di ogni società sinora esistita è la storia di lotte di classi. [...] in una parola oppressori e oppressi sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto un lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta».
«L'emancipazione della classe lavoratrice deve essere opera della classe lavoratrice stessa».
«La natura umana è la vera comunità umana».
«Eppure tutta la storia dell'industria moderna mostra che il capitale, se non vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione».
«La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto che in realtà è il re che è il Re perché essi sono sudditi».
«[Il Comunismo è] l'unità essenziale [...] dell'uomo con la natura, la vera resurrezione della natura, il naturalismo compiuto dell'uomo e l'umanesimo compiuto della natura».
«Noi non vogliamo affatto abolire l'appropriazione personale dei prodotti del lavoro per la riproduzione della esistenza immediata, appropriazione che non lascia alcun residuo di profitto netto tale da poter conferire potere sul lavoro altrui. Vogliamo eliminare soltanto il carattere miserabile di questa appropriazione, nella quale l'operaio vive solo allo scopo di accrescere il capitale, e vive solo quel tanto che esige l'interesse della classe dominante».
«Ogni qualvolta viene messa in discussione una determinata libertà, è la libertà stessa in discussione».
Karl Marx
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