19/02/2012

DAVID ICKE SUI GENITORI GUARDIANI

 

«Vogliamo che i nostri figli vivano in un mondo libero, no? Allora perché non gli permettiamo neanche di vivere in una casa libera? Il condizionamento intergenerazionale che i genitori esercitano sui figli è uno dei settori dove meglio si esplica il compito di controllo da parte dei guardiani. Se un genitore è cristiano, musulmano, sostenitore di questo o di quel partito politico, razzista, sessista, proletario, borghese, aristocratico o cos'altro, quello sarà il condizionamento che imporrà con tutte le sue forze alla sua progenie. Il figlio viene condizionato ad essere un riflesso del padre e la pressione perché ciò avvenga può essere fortissima. Un accanito cristiano o musulmano, o ebreo o indù rifiuta totalmente l'idea di rispettare fin dalla nascita il diritto del figlio a raggiungere le proprie conclusioni senza condizionarlo ad uniformarsi alle opinioni dei genitori. Anzi, la maggior parte delle persone non capisce nemmeno come possa esistere un tale livello di rispetto mentale ed emozionale per l'unicità del proprio figlio e per la sua libertà di pensiero ed espressione. Come ho detto all'inizio di questo libro, ho discusso presso la Oxford Union con l'ex rabbino capo di Gran Bretagna che non riusciva a capire la differenza tra informazione e indottrinamento. «Come posso dare il meglio ai miei figli», diceva più o meno in questi termini, «Se non li guido a credere in ciò che è giusto?». No, rabbino, ciò che tu credi sia giusto. Questo non vuol dire informarli delle tue opinioni; vuol dire indottrinarli con la tua fede, e al contempo sopprimere e screditare tutte le versioni alternative della realtà. Vuol dire esercitare un controllo mentale. I sacerdoti, i rabbini, i vescovi, i papi e tutto il resto della brigata in tonaca sono guardiani professionisti che operano per quelli che controllano la Matrice. Eppure la maggior parte di loro rimane a sua volta affascinata dalla Matrice, e non ne comprende la vera natura. La stessa cosa accade alla stragrande maggioranza dei genitori.

Ma la cosa non si ferma qui. I genitori, condizionati dai loro genitori, che erano stati condizionati dai loro, e così via, spesso decidono ciò che è meglio per i loro figli anche dopo che questi hanno abbandonato il nido. Una volta negli anni Sessanta ho conosciuto un tizio che era ancora tormentato interiormente dal senso di colpa per non aver realizzato ciò che suo padre avrebbe voluto che realizzasse. Io dico, al diavolo il padre! Se egli è un tale dittatore e manipolatore emozionale, merita proprio di essere deluso. Non può che fargli bene. Ma quanti di noi non fanno ciò che veramente vorrebbero fare nella vita per paura di quello che i nostri genitori potrebbero dire o perché non vogliono deluderli? Al diavolo! O loro rispettano il nostro diritto ad essere ciò che siamo o possono andarsene per la loro strada. La scelta è loro. Questo è fondamentale per liberarsi dalla rete di paura e di senso di colpa e dal bisogno di approvazione che domina così tanti rapporti genitori-figli e continua anche dopo che il figlio è diventato adulto. [...]. L'ossessione che non ci permette di fare nulla che possa turbare i nostri genitori o le persone che ci circondano rientra nella mentalità della Matrice, ed è un elemento basilare della prigione entro cui siamo bloccati»1.

«Il più grande dono che possiamo fare ai nostri figli è la libertà di pensare con la propria testa, anche se, vergogna delle vergogne, noi non condividiamo le loro opinioni; incoraggiarli a sollevare dei dubbi, a documentarsi e a giungere alle proprie conclusioni; rispettare il loro diritto ad essere diversi senza avvertire il bisogno di imporre le nostre opinioni sulla base del fatto che ne sappiamo di più. Naturalmente dobbiamo far loro notare se il loro comportamento danneggia gli altri, ma non è questo che intendo qui. Fin troppi genitori sono più preoccupati di ciò che i vicini, gli amici e gli insegnanti penseranno dei loro figli, che di ciò che i loro figli penseranno di loro stessi e del mondo. Dobbiamo far sì che i nostri figli siano liberi di pensare ciò che ufficialmente non è pensabile e mettere in dubbio in ogni momento ciò che ufficialmente non può essere messo in dubbio. Se non possiamo liberare i nostri figli, non faremo neanche un passo lungo la strada verso la libertà globale»2.

«Quando un partner, un genitore, un bambino, chiunque, ci fornisce un'esperienza che a noi non piace e che non risponde all'idea convenzionale che abbiamo di qualcuno che ci ama, ecco che finiamo imprigionati alla grande nella Matrice. Come facciamo a crescere e ad evolvere? Attraverso l'esperienza. Tutte le esperienze, quelle belle e quelle brutte, quelle piacevoli e quelle spiacevoli. Anzi, sono le sfide, e non le scorciatoie, che ci fanno crescere più profondamente. Chi è allora che ci ama di più su un livello più elevato, lassù dove più conta? Quelli che ci donano le sfide attraverso cui cresciamo ed evolviamo, o quelli che soddisfano le nostre aspettative di relazione ideale, si prendono cura di noi, e ci proteggono dalle responsabilità e dalle sfide? Mhmm! Che mondo alla rovescia, vero? Niente è ciò che sembra»3.

David Icke

 

1D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, pp. 550, 551.

2D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, p. 553.

3D. Icke, Figli di Matrix, Diegaro di Cesena (FC), Macro Edizioni, 2002, p. 558.

01:57 Scritto da: gnosisveritas in CITAZIONI PREFERITE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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