13/02/2012
L'INVENZIONE DELLE BANCHE
Oggi viviamo in una bancocrazia globale, e pare essere così almeno dal tempo di Napoleone I Bonaparte (vicino alla Massoneria), marito di Giuseppina (capo della Massoneria femminile francese) e fratello di Giuseppe Bonaparte (capo della Massoneria italiana). Siamo controllati da organismi come la B.C.E. di Mario Draghi (membro del Gruppo Bilderberg), che ha scritto l'agenda politica di Mario Monti1, e il F.M.I., controllato da ebrei sionisti2.
C'è chi sostiene che le prime banche furono inventate dai Mesopotamici, poi dai Templari e infine dai Medici (rabbini ebrei della Media) a Firenze. Tuttavia nutro qualche dubbio sull'antichità del sistema di frode globale delle banche.
Il dubbio sorge dal momento che il Monte dei Paschi di Siena mente circa la data della sua fondazione. Adesso infatti afferma che la sua sede è il Palazzo Salimbeni sin dal 1472, ma sino a qualche tempo fa parlava del 16243.
Perché retrodatare la nascita delle banche? Per far credere alla gente che siano una cosa assolutamente normale, contro cui sarebbe folle rivoltarsi. Riscrivere la Storia è facilissimo quando si dispone di burattini come Umberto Eco (membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia, finanziato da Israele, dalla Rockefeller Foundation e dalla Ford Foundation del massone nazista Henry Ford I) o Giuliano Amato (membro del comitato esecutivo dell'Aspen Institute Italia) o Presidente dell'Enciclopedia Italiana Treccani, sempre pronti a prendere ordini e offrire servigi.
Ma quando nacquero in realtà le banche?
Per scoprirlo non c'è modo migliore che analizzare, nei vocabolari, il significato e l'antichità dei termini stessi. Del termine stesso. La parola banca.
Nel 1699 (Regia Parnassi) la parola “banca” non esisteva ancora. E il “banchiere” era il “cambiator di monete”, cioè l'argentarius.
Nel 1752 (Calepino) si inventa il termine “argentaria”, cioè “bottega di banchiere”. Il banchiere è il “cassiero”, detto anche mensarius (altra nuova invenzione) o, come abbiamo già visto, argentarius.
Nel 1829 (Dizionario Universale Italiano) si ha l'invenzione del termine “banca”, che però è il “luogo dove [si descrivono i soldati] e si dà loro la paga”, “l'adunanza degli Anziani” o “il Senato” (curiosa questa connessione fra banca (adunanza degli Anziani) e i Savi Anziani di Sion). Qui il “banchiere” è “chi tien banco”, ossia fa commercio di denaro per mezzo di tratte, rimesse e lettere di cambio che spedisce di piazza in piazza, mentre il “banco” è “il luogo dove i banchieri custodiscono i denari” o “il traffico o commerci di denaro che i banchieri fanno di piazza in piazza col mezzo delle lettere di cambio”. L'“argentaria” e la “mesa” del 1752 non esistono più del “mensario” (il mensarius del Calepino del 1752) si dice: “Così presso i Romani chiamavano i banchieri, da 'Mensa' che quivale a Banco appo noi”. Ma non erano i Romani a usare il termine “mensario”: erano gli uomini del 1752. Prima la parola non esisteva e infatti nella Regia Parnassi 1699 non ve n'è traccia. Vi ricordate il Ministero della Verità di Orwell che retrodatava i fatti e riscriveva la lingua e la Storia (ossia faceva storio-(ri)grafia)? Ecco, è reale.
Poi nel 1892 (Fanfani – Vocabolario della Lingua Italiana) – il 92 è una cifra simbolica per gli Illuminati, come li chiama Giulio Tremonti (membro del Gruppo Bilderberg e dell'Aspen Institute Italia e vicino a C.L.), o comunque li si voglia chiamare – a la parola “banca” inizia a significare “Luogo dove una compagnia di commercianti, con beneplacito e sicurtà fatta dal governo, tiene grandi somme di denaro da mettersi in giro, e cambiarsi, con certe date leggi e regole” (si noti anche come l'uso della punteggiatura è mutato nel tempo). Si prosegue affermando che anticamente “banca” si diceva “Banca feneratizia”, ma abbiamo già visto come questo non è vero. Sotto questa voce si ha la prima connessione fra le banche e gli ebrei: si afferma quivi infatti: “Eccettuando nondimeno quelli hebrei, o vero giudei, che, per vigore di capitolazione ottenuta per l'addietro, riseggono, e tengono banca feneratizia nelle citàà, terre, et luoghi del dominio fiorentino”, quindi dei Medici (rabbini ebraici della Media)4.
Qui abbiamo la prima connessione fra Ebrei e banche. Il termine “ebreo” era stato inventato inventato nel 1699, anche se non era presente nell'elenco delle parole tradotte, ma era semplicemente sinonimo di “giudeo”. Altri sinonimi di “giudeo” (Judaeus, curioso singolare di Iudaei) sono “Idumeo”, “Isacide” e “Palestinese”5.
Oggi ci dicono che “ebreo” deriva dal greco “Hebraios”, che però non si trova che negli scritti attribuiti a Tito Flavio Giuseppe6. E di quando è il codice che contiene i suoi scritti? Del 1887-18957.
Continua...
Andrea Di Lenardo
2Si veda A. Di Lenardo, Il regime globale sionista dell'O.N.U., http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/02/13/il-....
3Si veda A. Di Lenardo, Riscrivere la Storia, http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/01/23/ris....
4Si veda C. Ciapanna, Scopriamo la verità, in «fotografare», Roma, Cesco Ciapanna Editore, settembre 1989, p. II.
5Si veda C. Ciapanna, Le carte dell'AIDS, Roma, Cesco Ciapanna Editore, 1989, p. 167.
6Si veda C. Ciapanna, Le carte dell'AIDS, Roma, Cesco Ciapanna Editore, 1989, p. 167.
7Si veda C. Ciapanna, Scopriamo la verità, in «fotografare», Roma, Cesco Ciapanna Editore, settembre 1989, p. XIII.
19:00 Scritto da: gnosisveritas in IL BLOG NERO DEL GIUDAISMO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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