24/09/2011

MESSAGGI DI ODIO, OMICIDIO, MASOCHISMO, INDUZIONE AL CRIMINE E LORO ESPRESSIONI EVANGELICHE

 

Tratto dallo splendido blog1 di Alessia Birri: «1)"Porgi l'altra guancia": mai frase fu tanto sublimata di questa nel corso della storia, solitamente interpretata nell'accezione benevola e velata rispetto al suo vero significato, al deposito masochista e schiavizzante creato a livello inconscio nel corso dei secoli. In realtà questo passo nasconde il più profondo odio, il disprezzo assoluto verso l'oppresso, mediante la psicologia della colpevolizzazione "a prescindere" che non lascia margini di difesa davanti agli abusi del potere; la colpa dell'oppresso è intrinseca dunque alla sua stessa condizione, la quale deve rimanere immutabile senza essere messa in pericolo da rivendicazioni di alcun genere. Emblematico di quest'ideologia è proprio il famoso documento "Crimen sollicitationis", vigente fino al 2002 presso la chiesa cattolica, il quale rendeva la vittima di abusi compiuti dai preti pedofili colpevole di "adescamento"e "induzione al crimine", così come recita la stessa frase in latino. Non c'è da meravigliarsi dunque che le prime vittime dell'odio religioso siano proprio i bambini, i quali identificano l'"agnello sacrificale". Il cristianesimo è per definizione stessa "la religione degli schiavi", di chi dovrebbe (secondo i precetti religiosi) accettare senza scampo la sua condizione, un deterrente ad ogni opposizione al potere costituito, perciò è per sua stessa natura avverso ad ogni diritto umano e naturale, avverso all'uguaglianza e colpevolizzante nei confronti degli oppressi, promuove la legge del più forte, la gerarchia, l'abuso, obbligando la vittima a sopportare ogni tipo di violenza nell'aspettativa di un premio ultraterreno dopo la morte. Colui che deve in effetti porgere l'altra guancia non è il potente, è ovvio, ma il debole, lo sfruttato, il tiranneggiato. La perversione ideologica della sofferenza eretta a valore (concetto abominevole ad ogni legge naturale), ha avuto il potere di interiorizzare l'inclinazione masochistica presso popoli interi, mediante la reazione a catena generazionale. Questo passo è stato volutamente spacciato nei secoli come un espressione benevola di chissà quale nobiltà d'animo, velato dietro il messaggio suggestionante dell'amore, ove per amore s'intende quello che l'oppresso deve dimostrare nei confronti del suo aguzzino e non viceversa, ed è il più emblematico degli ordini interiorizzati da interi popoli nell'era buia del cristianesimo, volto alla loro rassegnazione alla condizione di schiavitù.


2) "Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna": la Geenna è una valle esistente vicino a Gerusalemme in cui si uccidevano i bambini. Geremeia (7,2) la chiamò "La valle del massacro"; l'interpretazione di questo passo estesa a tutto il contesto sociale implica la soppressione e l'uccisione di ogni membro della comunità non conforme alle norme di quest'ultima, del diverso, dello spirito libero e, il primo "diverso" in ambito famigliare e sociale, il quale avrebbe l'energia e la potenzialità di destabilizzare l'ordine costituito è, appunto, il figlio.


3)"Se non vi farete piccoli come questi pargoli, non entrerete nel Regno dei cieli": ora, generalmente questo messaggio è recepito dalla gente comune attraverso la sua interpretazione eufemistica della valorizzazione dell'innocenza e purezza infantile; il significato autentico però si riduce a questo: non evolverai le tue potenzialità individuali, non percorrerai il tuo cammino, non diventerai un individuo adulto e consapevole, ma rimarrai per tutto il corso della tua vita incosciente, ingenuo e bisognoso di guida, sarai simile ai bambini più piccoli e quindi un soggetto perfetto per il gregge sociale. Dunque questo suggestivo passo non ha nulla a che vedere con la valorizzazione del bambino, bensì con la svalutazione e la castrazione dell'adulto.


4)"Onora il padre e la madre": onorare il padre e la madre significa sottomettersi alle tradizioni e convenzioni sociali, rinunciando al loro superamento e all'emancipazione della coscienza individuale.


5)"Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me, chi ama il figlio e la figlia più di me non è degno di me": questo non contraddice pertanto ciò che è affermato nel precedente verso, poichè ogni forma affettiva all'interno del nucleo famigliare dev'essere annullata, in favore dell'inviolabilità del dogma che deve avere la precedenza come un ordine assoluto. Colui che segue ed è praticante di quest'aberrante dottrina è capace di ogni azione criminosa nei confronti di coloro che non si attengono alle regole dogmatiche, finanche l'assassinio, poichè è convinto di ubbidire a una volontà superiore. In psichiatria si chiama "delirio di onnipotenza". Quindi mediante questi precetti si instaura un meccanismo di controllo e sospetto che pone le sue radici principalmente nella famiglia, per poi essere esteso a livello sociale. Quello che succedeva da noi prima della Rivoluzione Francese, per esempio, succede oggi nei paesi islamici dove gli stessi genitori denunciano i figli irrispettosi delle regole religiose pur sapendo che verranno uccisi, o gli stessi parenti e affini.


6)"Io non sono venuto a portare la pace ma la spada, sono venuto a mettere il padre contro il figlio, il fratello contro la sorella, ecc...": questo passo espone perfettamente quel meccanismo di controllo sociale attivato attraverso il sospetto, la paura, la violenza e mediante il quale la società gerarchica può sopravvivere. La spada divide e mette l'uno contro l'altro uccidendo gli affetti a vantaggio del controllo delle gerarchie sociali e religiose.


7)“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile, poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. Infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” (I Pietro 2, 18-21) Penso che questo passo non abbia bisogno di interpretazioni su come il cristianesimo e il monoteismo siano i principali fondamenti ideologici della schiavitù e possano sopravvivere solo in seno a società totalitarie e assolutistiche.


8)"Beati i poveri di spirito": questo è certamente uno dei più rappresentativi passi che denotano la principale natura e la regressione antropologica del culto cristiano: il povero di spirito è colui le cui radici sono state recise mediante un processo di desertificazione interiore e individuale protratto per tutto il corso di una vita. La gente comune e l'uomo della strada sono abituati a considerare la religione cristiana (più generalmente le tre religioni monoteistiche) come l'espressione di un bisogno spirituale. Non c'è niente di più opposto allo spirito di un culto basato sul dogma, sulla rinuncia alla propria volontà, sull'annullamento individuale e sull'obbedienza cieca, la quale corrisponde alle tenebre della coscienza. Lo spirito è legato all'intelligenza, all'evoluzione e, soprattutto, è arricchito dalla conoscenza (tre elementi in contrasto con il culto cristiano); perciò le tre religioni monoteistiche odierne (ebraica, mussulmana, cristiana) hanno come fondamento la desertificazione spirituale, la stagnazione sociale (tradizione) e la regressione dell'intera specie ad uno stadio brutale e disumano.

9)"CONVERSIONE"= appunto, regressione alla bestialità, allo stato antecedente la nascita della coscienza umana (rappresentata dal frutto proibito)
»2.

Alessia Birri


2A. Birri, Messaggi di odio, omicidio, masochismo, induzione al crimine e loro espressioni evangeliche, in A. Birri, Il Manifesto dell'Anticristo, in http://wwwalessiabirriblog.blogspot.com/2011/09/il-manifesto-dellanticristo.html.

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