GRILLO NON E’ LA SOLUZIONE

 

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Fonte dell’immagine: 1.

 

«Essere governato significa essere guardato a vista, ispezionato, spiato, diretto, legiferato, regolamentato, recintato, indottrinato, catechizzato, controllato, stimato, valutato, censurato, comandato, da parte di esseri che non hanno né il titolo, né la scienza, né la virtù. Essere governato vuol dire essere, ad ogni azione, ad ogni transazione, ad ogni movimento, annotato, registrato, censito, tariffato, timbrato, squadrato, postillato, ammonito, quotato, collettato, patentato, licenziato, autorizzato, impedito, riformato, raddrizzato, corretto. Vuol dire essere tassato, addestrato, taglieggiato, sfruttato, monopolizzato, concusso, spremuto, mistificato, derubato, e, alla minima resistenza, alla prima parola di lamento, represso, emendato, vilipeso, vessato, braccato, tartassato, accoppato, disarmato, ammanettato, imprigionato, fucilato, mitragliato, giudicato, condannato, deportato, sacrificato, venduto, tradito, e per giunta schernito, dileggiato, ingiuriato, disonorato, tutto con il pretesto della pubblica utilità e in nome dell’interesse generale».

Pierre-Joseph Proudhon

 

Con Casa Pound aveva solidarizzato anche il Pd (il partito a cui lo stesso Grillo voleva iscriversi qualche anno fa). Quelli di Casa Pound sono meglio di Monti, per Grillo. Da grande anti-montiano quale sono mi pare assurdo fare una gerarchia di criminali: i neofascisti restano neofascisti. E sebbene la stampa possa aver esagerato parlando di una “apertura di Grillo a Casa Pound” certamente quell’infelice frase c’è stata. Troppa facile rimangiarsi tutto – o quasi – come Berlusconi l’indomani. L’assenza di discriminante antifascista (o antirazzista o antisessista) in un movimento politico non può che portare il soggetto politico stesso a scadere in un qualunquismo e in un populismo che ben poco hanno di politico nel senso nobile del termine. Accettare i fascisti non è tolleranza, è «repressive toleranz» per dirla con Herbert Marcuse (1898-1979), autore di Critica della tolleranza (1967). Egli infatti scrive: «La tolleranza che ingrandì la portata e il contenuto della libertà fu sempre partigiana, intollerante verso i protagonisti dello status quo repressivo». Da una “tolleranza politicamente corretta” alla repressione il passo è breve. È breve soprattutto se viviamo in un momento in cui il neonazismo sta rinascendo in tutta Europa, in cui in Grecia ai neonazisti di Alba Dorata la polizia lascia picchiare e rapire i migranti, se i questori autorizzano presidi di Forza Nuova a Udine e picchiano gli antifascisti e se a Trieste nasce Alba Dorata. Eccetera, eccetera.

Ma non si tratta solo di Casa Pound. È credibile una critica generalizzata ai poteri e ai potenti quando uno dei cinque soci-fondatori della Casaleggio Associati è il sionista rothschildiano Enrico Sasoon, membro dell’Aspen Institute Italia di cui è Presidente Giulio Tremonti (membro del Gruppo Bilderberg)? Tutto ciò è credibile mentre nel Comitato Esecutivo dell’Aspen Institute Italia figurano/figuravano Enrico Letta (membro del Gruppo Bilderberg), Gianni Letta (ex banchiere della Goldman Sachs), Romano Prodi (membro del Gruppo Bilderberg), il sionista Mario Monti (membro del Direttorio/Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg, primo Presidente del Bruegel, Presidente Europeo della Trilateral Commission, Tc, Commissione Trilaterale, banchiere, International Advisor per la Goldman Sachs e Advisor per la guerrafondaia, imperialista e neoconservatrice Coca-Cola Company), il sionista John Philip Jakob Elkann (membro del Gruppo Bilderberg), il sionista Tommaso Padoa-Schioppa, eccetera? E i legami fra la Casaleggio Associati e la sionista J.P. Morgan (un tempo di John Peirpoint Morgan)?

E le sempre maggiori critiche interne al MoVimento 5 Stelle all’autocrazia di Grillo?

Perché Grillo nel 2008 al “Monnezza Day” ha detto «Ci sono i pazzi che si chiedono: “Perché ci prestano i solidi?”», mentre nel 1998 (“Apocalisse Morbida”) si domandava: «Se i soldi sono nostri, perché ce li prestano?»? Cos’è cambiato fra il 1998 e il 2008 a parte l’incontro con Casaleggio & co.? Come si può definire “pazzo” chi indaga sui crimini delle banche? E come può inoltre conciliare l’apertura a Casa Pound, palesemente signoraggista, con affermazioni come «Ci sono i pazzi che si chiedono: “Perché ci prestano i solidi?”»?

In generale, comunque, un’ulteriore critica che inevitabilmente investe il MoVimento 5 Stelle è quella che faccio anche ai partiti cosiddetti “tradizionali”: da anarchico ritengo che il riformismo o gradualismo che dir si voglia non porterà mai a niente (poi divenuto un motto anarchico). Come diceva Mark Twain, se le elezioni servissero a cambiare le cose, ce le avrebbero già tolte. Ecco perché «gli anarchici son sempre bastonati» (Francesco Guccini, Canzone di notte n. 2). Certo, anche il M5S è stato fatto bersaglio di attacchi da parti del potere. Ma questo è accaduto anche per i legalisti marxisti alla Ingroia e Di Pietro (allievo del neoconservatore Michael Ledeen (membro del Gruppo Bilderberg), ex sostenitore di Bersani ed ex poliziotto disonesto secondo un’intervista rilasciata nel 1993 da Montanelli ad Alain Elkann). Dovrebbe forse bastare a farmi votare per loro o anche solo a farmi votare?

Andrea Di Lenardo


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